
Siamo vicini a festeggiare il primo “compleanno” della chiusura di via di Trafusa, una ricorrenza amara che testimonia – e non è una novità purtroppo – come la burocrazia ottusa prevalga sul buon senso e, soprattutto, sui diritti dei cittadini.
Riepilogando sinteticamente i fatti:
Lo scorso anno la collina sovrastante la strada viene interessata, a seguito delle forti piogge, da un dilavamento che porta detriti e fango sul marciapiede. In via precauzionale la protezione civile dispone la chiusura della viabilità e intima alla ditta proprietaria del terreno di effettuare degli interventi di contenimento del terreno tramite palificazione. La ditta proprietaria presenta il progetto al genio civile e al comune di Roma e dopo qualche mese ottiene regolare autorizzazione. I lavori terminano a settembre ma il collaudo da esito negativo. Vengono richiesti ulteriori lavori per la canalizzazione dell’acqua che la ditta ad oggi dichiara di aver effettuato, la strada ad oggi risulta ancora chiusa da alcuni new jersey.
A quanto pare l’organo politico municipale, per quanto si sia interessato fin da subito, nulla può e assiste impotente ad un rimpallo di responsabilità, riguardo la riapertura della strada, tra protezione civile e uffici tecnici del municipio; nessuno da comunicazioni sul cessato pericolo, ammesso ci sia mai stato un reale rischio. Di fatto la strada che porta al nido comunale e che collega il quadrante Torrino1, resta interdetta per motivi che non risultano chiari. Questa notte qualcuno, probabilmente esasperato, ha spostato le barriere per una riapertura abusiva. A questo punto il Comitato di Quartiere ha deciso di organizzare una manifestazione pacifica davanti ai new jersey per “celebrare” il primo anno di chiusura di via di Trafusa. L’appuntamento è per sabato 8 di febbraio alle ore 10. Oltre a cercare di svegliare da un torpore imbarazzante le istituzioni competenti sul tema, abbiamo come obiettivo quello di mobilitare direttamente i cittadini coinvolti in prima persona nei disagi creati da questa situazione. Sperando, in questo modo, che le rimostranze del quartiere arrivino immediatamente a chi di dovere.
Riepilogando sinteticamente i fatti:
Lo scorso anno la collina sovrastante la strada viene interessata, a seguito delle forti piogge, da un dilavamento che porta detriti e fango sul marciapiede. In via precauzionale la protezione civile dispone la chiusura della viabilità e intima alla ditta proprietaria del terreno di effettuare degli interventi di contenimento del terreno tramite palificazione. La ditta proprietaria presenta il progetto al genio civile e al comune di Roma e dopo qualche mese ottiene regolare autorizzazione. I lavori terminano a settembre ma il collaudo da esito negativo. Vengono richiesti ulteriori lavori per la canalizzazione dell’acqua che la ditta ad oggi dichiara di aver effettuato, la strada ad oggi risulta ancora chiusa da alcuni new jersey.
A quanto pare l’organo politico municipale, per quanto si sia interessato fin da subito, nulla può e assiste impotente ad un rimpallo di responsabilità, riguardo la riapertura della strada, tra protezione civile e uffici tecnici del municipio; nessuno da comunicazioni sul cessato pericolo, ammesso ci sia mai stato un reale rischio. Di fatto la strada che porta al nido comunale e che collega il quadrante Torrino1, resta interdetta per motivi che non risultano chiari. Questa notte qualcuno, probabilmente esasperato, ha spostato le barriere per una riapertura abusiva. A questo punto il Comitato di Quartiere ha deciso di organizzare una manifestazione pacifica davanti ai new jersey per “celebrare” il primo anno di chiusura di via di Trafusa. L’appuntamento è per sabato 8 di febbraio alle ore 10. Oltre a cercare di svegliare da un torpore imbarazzante le istituzioni competenti sul tema, abbiamo come obiettivo quello di mobilitare direttamente i cittadini coinvolti in prima persona nei disagi creati da questa situazione. Sperando, in questo modo, che le rimostranze del quartiere arrivino immediatamente a chi di dovere.


