Torniamo purtroppo sull’annosa questione del dimensionamento scolastico a seguito di un post pubblicato dall’assessore Lalli, di cui alleghiamo gli screenshot (in fondo a questa pagina). Sono state usate dall’assessore parole a dir poco fuori luogo, che indicano una netta contrapposizione rispetto alla mozione approvata dal Consiglio Municipale, e prima dalla Commissione Scuola, la scorsa settimana. In particolare ci sentiamo profondamente toccati dall’uso della parola “ghetto” e dal fatto che si lasci passare l’idea che abbiano vinto “gli urlatori” (immaginiamo ci si riferisca ai genitori della Scuola Bonelli e al CdQ).
La situazione del dimensionamento corrente è sotto gli occhi di tutti ormai da anni: siamo un quartiere giovane e densamente popolato in larga misura da famiglie con bambini in età scolare e pre-scolare, con un istituto spaccato su due quartieri. Senza un dimensionamento scolastico adeguato, che garantisca il DIRITTO dei residenti di mandare i propri figli nelle vicinanze del luogo in cui risiedono, molti ragazzi sono e saranno costretti a frequentare le scuole al di fuori del quartiere. Nessun privilegio quindi. Ma per smontare la posizione dell’assessore ai diritti della scuola basta sintetizzare pochi punti:
Primo. L’assessore Lalli sminuisce il problema parlando di navetta scolastica e un tragitto di “3 minuti” fino a via Sabatini. I fatti però la smentiscono. Anche in presenza di un’ipotetica navetta (mai proposta dall’assessore), il tempo per effettuare il tragitto risulta ben più lungo visti i 4,5 chilometri da percorrere (soprattutto nell’orario di punta). Tra l’altro l’attuale assetto scolastico causa aggravio di traffico da e verso il quartiere, con conseguente disagio per le famiglie. Per non parlare poi di aspetti ambientali che dovrebbero pesare nelle scelte politiche ma che l’assessore bolla come “favole”, davvero assurdo.
Secondo. Si potrebbe ricorrere ai mezzi pubblici per ragazzini tra i 10 e 12 anni, magari utilizzando il famigerato unico autobus disponibile, il 787, di cui tutti conosciamo, tranne l’assessore evidentemente, lo scarso livello di frequenza delle corse nonché l’affidabilità delle stesse.
Terzo. Il CdQ e i tanti genitori che hanno portato avanti questa battaglia oltre a chiedere che venisse garantito un loro diritto hanno fatto presente che da anni il numero di iscritti all’IC Fiume Giallo non rispetta i limiti stabiliti dalle linee guida della Regione Lazio, creando di fatto un sovraffollamento di studenti. Una rimodulazione dei due Istituti Comprensivi, Fiume Giallo e Matteo Ricci, porterebbe ad un numero di iscritti proporzionato e razionale.
Ma in realtà l’aspetto più grave del post è la strumentalizzazione, ciò che l’assessore definisce “ghettizzazione” noi la definiamo razionalizzazione dell’offerta scolastica, rispettando il diritto di tanti genitori di chiedere alle istituzioni di poter utilizzare le scuole del quartiere, che è uno dei motivi per cui molte famiglie hanno scelto di vivere a Mezzocammino. La memoria dovrebbe suggerire quanto meno più rispetto prima di usare il termine “ghetto”, alludendo a ricorsi storici drammatici che nulla hanno a che vedere con il contesto in cui il tema si sviluppa.
Non capiamo questa posizione polemica assunta dall’assessore, in netta distonia a quanto il Consiglio Municipale e la Commissione Scuola hanno espresso supportando una scelta che ci appare equa e rispettosa di tutta la comunità. Inoltre ci sentiamo di tranquillizzare l’assessore Lalli sul fatto che gli abitanti di Mezzocammino non vogliono alzare muri nei confronti dei quartieri limitrofi, come viene insinuato; certo con il nuovo dimensionamento i residenti avrebbero, per le future iscrizioni, maggiori possibilità di accesso alle scuole del quartiere semplicemente rispettando quanto già previsto dalla legge. Stabilito questo sacrosanto principio le stesse scuole resterebbero, come è naturale che sia, a disposizione di chiunque voglia iscrivervi i propri figli pur non risiedendo a Mezzocammino. Far passare Comitato di Quartiere e genitori come coloro che sono CONTRO la presenza di alunni dei quartieri vicini lo riteniamo gravemente scorretto oltre che totalmente falso.
Considerato il percorso che il dimensionamento scolastico deve ancora affrontare nel breve periodo, passando dal Comune e poi in Regione Lazio, ci sentiamo di esprimere preoccupazione per una posizione così incomprensibile e piena di pregiudizi.
Ci auguriamo vivamente che i vertici del IX Municipio facciano chiarezza sullo spiacevole accaduto; crediamo sia doverosa una spiegazione nei confronti degli abitanti di Mezzocammino e ci auguriamo che l’assessore, pur mantenendo un suo personale punto di vista che ad oggi non comprendiamo, riveda comunque una certa terminologia che per un rappresentante delle istituzione riteniamo piuttosto grave.
Riportiamo gli screenshot del testo pubblicato dall’Assessore Lalli



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