Crescente preoccupazione per la Bretella A12 – Tor de’ Cenci

Alla luce degli ultimi sviluppi e dichiarazioni in merito alla Bretella A12 – Tor de Cenci, il Comitato di Quartiere di Torrino Mezzocammino deve ribadire i motivi della propria preoccupazione per questo progetto nella sua attuale configurazione.

La bretella lambirà il nostro quartiere senza apportare vantaggi significativi in termini di mobilità locale, poiché il suo scopo è quello di servire esigenze di traffico di lunga percorrenza proveniente dalla futura autostrada Roma-Latina.

Una valutazione trasportistica dell’Istituto Nazionale di Urbanistica del Novembre 2013 stima, peraltro, che, del flusso totale incanalato sulla Roma-Latina, meno del 5% sarebbe interessato alle direttrici servite dalla bretella, mentre il 95% continuerebbe a puntare verso il G.R.A. e l’EUR perpetuando ed aggravando la situazione che affligge già oggi i quartieri di Tor de Cenci, Spinaceto e Casal Brunori. Una situazione che è legata alla viabilità locale e agli innesti con G.R.A. e complanari della Pontina, e sulla quale il progetto della Roma-Latina non interviene e per la quale la bretella non costituirebbe una soluzione. A meno non voler considerare una soluzione lo spostare una parte del problema sui quartieri limitrofi di Villaggio Azzurro, Tre Pini e, appunto, Torrino Mezzocammino, nella malaugurata ipotesi che venga realizzato, a ridosso della abitazioni, lo svincolo sopraelevato con la Cristoforo Colombo.

Nel caso di Torrino Mezzocammino, a fronte di benefici inesistenti, la bretella invaderebbe riserve e aree protette che caratterizzano la zona e le conferiscono valore, transitando a poche centinaia di metri (anche meno di 200m) dalle abitazioni del quartiere, degradando la condizione paesaggistica, aggravando l’inquinamento ambientale ed acustico e determinando un significativo danno economico per i residenti (e i costruttori) a causa della svalutazione degli immobili già presenti e di futura realizzazione nel nostro quartiere  che,  ricordiamo, è in via di completamento.

Alla luce di tutto ciò, ci chiediamo se, a fronte di vantaggi incerti anche dal punto di vista dei flussi trasportistici, siano giustificati i costi elevati di un progetto che ha allungato il tracciato della bretella di alcuni km e che prevede di realizzare sui terreni alluvionali della piana del Tevere un ponte alto 25 m che dovrebbe superare gli attuali viadotti della Via del Mare / Ostiense.

Come residenti, ma anche come cittadini, restiamo increduli e sconcertati del fatto che il progetto della bretella sia stato portato avanti per anni parallelamente al piano urbanistico di Torrino Mezzocammino (nato con le premesse di diventare un quartiere-modello) senza che le amministrazioni coinvolte si accorgessero che si stavano sviluppando due progetti incoerenti nella stessa area e senza coinvolgere minimamente la cittadinanza, anche solo per doverosa informazione.

Gli abitanti di Torrino Mezzocammino hanno preso una delle decisioni più importanti della propria vita – l’acquisto della casa – senza poter sapere che il tracciato della bretella veniva modificato rispetto al disegno originale e spostato a ridosso delle proprie abitazioni e senza avere la possibilità di obiettare costruttivamente nella fase di discussione del progetto nelle sedi competenti.

L’unica possibilità di reazione, oltre alla protesta civica, sono stati i ricorsi promossi  dai cittadini presso il TAR del Lazio e ci risulta attualmente ancora in attesa di essere discussi. Sarebbe stato auspicabile, e lo rimane per il futuro, che i rapporti tra la cittadinanza e le amministrazioni fossero improntati ad una trasparenza e ad una attitudine collaborativa ben maggiori.