CHIARIMENTI SU ISTITUZIONE NUOVA AREA CANI

02.04.2021 – Buongiorno a tutti, approfittiamo del post pubblicato da Gianpaolo de Simone che ringraziamo, per ribadire i termini della questione relativa alla realizzazione di una nuova area cani. Come già spiegato da Francesco Aurea il parco di Diabolik è consortile, soggetto quindi ad una convenzione urbanistica siglata con il Comune di Roma, che ne vincola nel dettaglio arredi, progettazione del verde e destinazione d’uso.

Esiste poi su quel particolare parco un vincolo ambientale, legge 1497/39, per la fascia di rispetto di via Cristoforo Colombo. Questo è il motivo per cui si tratta di parco “campagna” su cui non si sono potute realizzare aree ludiche e ulteriori alberature. Queste sono questioni importanti che, burocrazia o meno, impediscono di poter realizzare un parco “attrezzato”.
L’idea iniziale proposta dal CdQ al Dipartimento Ambiente era quella di realizzare un’altra area cani all’interno del quartiere ma in area comunale.
Ma il problema vero non sarebbe neanche la realizzazione, bensì ottenerne la manutenzione e la pulizia costante.
A tal proposito ricordiamo che gli attuali circa 13 ettari di parchi comunali (Parco Corto maltese, Lupo Alberto e Valentina) non vengono manutenuti né puliti dal Servizio Giardini di Roma Capitale, ma da questo Comitato di Quartiere attraverso le attività di volontariato, le donazioni e la partecipazione a bandi specifici per ottenere fondi.
È sotto gli occhi di tutti, ed è stata oggetto di segnalazioni all’interno di questo gruppo Facebook, lo stato di totale abbandono dell’unica area cani presente nel quartiere adiacente al parco Corto maltese su via Bonelli.
Condividiamo la necessità di implementare i servizi per i nostri amici a quattro zampe, ma il nostro suggerimento a tutti coloro che chiedono l’istituzione di un’area cani, è quello di costituirsi in Associazione e reperire fondi per la gestione e manutenzione dell’area esistente esattamente come fanno i 14 membri del CdQ per i parchi di cui sopra.
L’obiettivo chiaramente dovrebbe essere quello di creare un modello che funzioni, non di avere una zona franca dove ci si limiti semplicemente a lasciare liberi i cani.
Successivamente, una volta che tale organizzazione si dimostri in grado di raggiungere risultati visibili e apprezzabili e sappia gestire l’area con senso di responsabilità e rispetto dei regolamenti, lo step successivo dovrebbe essere quello di presentare al Dipartimento Ambiente un progetto per ottenere la realizzazione di una nuova area cani gestita e manutenuta in maniera altrettanto decorosa dalla stessa Associazione.
Riteniamo che, visto l’alto numero di proprietari di cani nel quartiere, tale obiettivo risulti facilmente raggiungibile.
I volontari del quartiere dovrebbero, a nostro avviso, costituire un esempio per tutti coloro che volessero far fronte a determinate criticità organizzandosi e cercando di risolvere le problematiche in maniera concreta e proattiva. Chiedere o pretendere che le cose vengano fatte purtroppo non basta.
Dal canto nostro continueremo a dare il massimo supporto a coloro che vorranno intraprendere questa strada e ci auguriamo che i suggerimenti dati servano da stimolo per tutti coloro che hanno realmente intenzione di farsi parte attiva e risolvere il problema.
Buona giornata e buona Pasqua