
13.07.20 – Il Decreto Semplificazione sta sbloccando opere ritenute prioritarie per l’Italia, progetti che sono sui tavoli anche da decenni, alcuni sicuramente attesi ed altri che potrebbero invece allo stato attuale essere meno attinenti alla nuova realtà del Paese, e divenuti distanti sia dalle trasformazioni avvenute nel frattempo sui territori, sia dalle esigenze produttive, ambientali e trasportistiche di larghe porzioni della nostra Penisola.
Uno di questi progetti è l’autostrada Roma – Latina: valore dell’infrastruttura di circa due miliardi e settecento di euro, a cui lo Stato contribuirà con 468 milioni di euro, per circa 100 chilometri di autostrada a pedaggio, per la realizzazione di un collegamento fra la Roma Civitavecchia e la A1.
Progetti stilati da Autostrade del Lazio (società partecipata fra Regione Lazio e Anas), gara assegnata, ed annullata da una sentenza del Consiglio di Stato, per cui sembrerebbe tutto da rifare…. (link ad articoli Roma Today)
Perché ne parliamo? Perchè non si sa ancora se effettivamente questa infrastruttura sarà inserita fra gli allegati del Decreto Semplificazione e vedrà la luce grazie ad un Commissario che, come per il Ponte di Genova, deciderà come e quando procedere alla realizzazione, con poteri ultra speciali.
Ma ne parliamo soprattutto per le enormi ricadute che quest’opera avrebbe su tutti i quartieri di Roma Sud del IX Municipio.
Tor de Cenci, Spinaceto, Villaggio Azzurro e Torrino Mezzocammino si troverebbero a sopportare l’impatto materiale della realizzazione (e dei relativi cantieri) non solo della Bretella (congiungimento dalla Roma Civitavecchia alla futura Roma Latina), ma insieme ai quartieri che si trovano dentro Roma sulla Laurentina e sulla Ardeatina, sembra che subirebbero flussi di traffico molto maggiori di quelli che vanno e vengono attualmente verso e da Latina.
Con buona pace della Pontina, che non verrebbe a quanto pare messa realmente in sicurezza, e senza la progettazione di un innesto dentro Roma e verso il Gra degno di questo nome: dopo il casello a Castel Romano – Tor de Cenci, pagato il pedaggio, auto e mezzi pesanti ognun per sè, e dio per tutti, alla ricerca del tragitto migliore per raggiungere la loro destinazione.
Per passare a informazioni concrete, la Bretella passerebbe con le sue ruspe e i suoi piloni autostradali sulla via di Mezzocammino, a ridosso di Vitinia ed a poche decine di metri da Largo Guido Martina, via Letteri, via Nadir Quinto, Largo Dino Battaglia, cioè una consistente porzione di Torrino Mezzocammino un quartiere appunto, palazzi, villette a schiera e parco Corto Maltese compreso, che ha visto la luce grazie ad una Convenzione con il Comune di Roma, ma di cui a quanto pare non si è tenuta debita considerazione da parte dei progettisti della società partecipata dalla Regione Lazio.
Per non parlare delle rampe di accesso e degli svincoli necessari per poter salire sulla Bretella, che vedrebbero la luce fra la via Cristoforo Cristoforo (zona Enjoy e largo Erio Nicolò in primis).
E dire che molti dei residenti non ne sono al corrente, o pensano che l’autostrada non si farà mai…
L’opera nel suo complesso (Bretella, Roma-Latina ed il tratto Cisterna-Valmontone) ha ricevuto parere negativo dal Municipio IX, mentre le possibili alternative verso un ammodernamento e messa in sicurezza della Pontina, ed uno sviluppo della rete ferroviaria di supporto anche ai pendolari sono sempre state prospettate dal Comitato No Corridoio e dai comitati spontanei di cittadini sorti in tutti i comuni che verranno impattati e coinvolti sul territorio laziale, e che avevano portato le loro idee già al precedente ministro dei Trasporti, Toninelli.
E con la pubblicazione del Decreto Semplificazione, proprio il Comitato No Corridoio si è quindi riproposto di interloquire con il nuovo ministro De Micheli ed il suo entourage perché tenga in considerazione in modo dinamico e resiliente una realtà territoriale sia di aziende agricole doc e dop del Lazio, di attività produttive piccole e grandi, ma anche i tanti cittadini (ed elettori) che sicuramente meritano una rivalutazione delle ripercussioni di un progetto forse ormai datato. “
Per chi volesse farsi parte attiva in questa vicenda, giunta a quanto pare ad un vero punto di svolta, l’appuntamento al presidio per sollecitare l’istituzione ad ascoltare anche la voce dei cittadini, è previsto presso il Ministero dei Trasporti MERCOLEDì 15 LUGLIO, piazzale di Porta Pia 1 dalle 14.30
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