Il quartiere di Torrino-Mezzocammino è coperto da stazioni radio base (SRB) localizzate nei quartieri limitrofi (Torrino, Mostacciano, Villaggio Azzurro, Vitinia, Casal Brunori). Nessuna SRB è attualmente installata all’interno del quartiere. In passato, tutte le richieste di autorizzazione per l’installazione di nuove SRB nel quartiere sono state rigettate, tramite l’applicazione di un regolamento comunale che vieta l’installazione di SRB entro una distanza di 100 metri da siti sensibili (e relative pertinenze). La definizione di sito sensibile include ad esempio scuole e parchi pubblici. E’ chiaro quindi che in un quartiere come il nostro, composto da edifici circondati da parchi pubblici, sia molto difficile l’installazione di nuove SRB, senza violare il vincolo sulla distanza minima sopra esposto.
E’ bene ricordare inoltre come il criterio di distanza minima non sia basato su evidenze scientifiche, ma si ispiri ad un principio di precauzione da rischi sulla salute. Ma è davvero quello che succede nella realtà? In base ad uno studio condotto nel quartiere dall’Università di Roma Tor Vergata, l’applicazione del principio di distanza minima porterebbe più danni che benefici. Vediamo perché.
Attualmente, l’utilizzo dello smartphone è diventato pervasivo, e ingenti quantità di dati vengono continuamente scambiate con la rete cellulare per una molteplicità di servizi. La connessione fra lo smartphone e il resto della rete viene effettuata mediante un collegamento radio, in cui l’informazione viene fatta viaggiare utilizzando l’aria come mezzzo trasmissivo fra l’antenna dello smartphone e l’antenna della SRB a cui lo smartphone si “collega”. Chiaramente, per poter fornire il servizio richiesto, una quantità di dati (bit in gergo tecnico) viaggia nella tratta fra l’SRB e lo smartphone (downlink), mentre un’atra quantità di dati viaggia in verso opposto (uplink). Per poter scambiare questi dati, sia lo smartphone che l’SRB producono un campo elettromagnetico (CEM). Nel caso dell’SRB, oltre al vincolo di distanza minima sopra citato, la legislazione nazionale impone dei vincoli in termini di emissioni di CEM.
In questo contesto, la qualità della connessione e il campo elettromagnetico (sia dello smartphone che dell’SRB) dipendono pesantemente da tre fattori: 1) la distanza fra lo smartphone e l’SRB a cui è collegato, 2) la qualità del collegamento radio, 3) la presenza di ostacoli (es. edifici e/o alberi) nella tratta fra lo smartphone e l’SRB. Nel caso del quartiere Torrino-Mezzocammino, lo studio condotto ha permesso di valutare precisamente questi fattori critici. Più in dettaglio, è stata effettuata una campagna di misurazioni (durata più di 6 mesi), seguita da una fase di analisi e di processamento dei risultati ottenuti, confrontando il caso del Torrino-Mezzocammino rispetto a diversi scenari di altri Paesi/città (non soggetti a limiti così stringenti in termini di CEM). Lo studio ha permesso di evidenziare come nella maggior parte del quartiere:
1) la distanza fra smartphone e SRB sia maggiore di 1000 metri;
2) la qualità del collegamento radio non sia buona;
3) ci siano spesso ostacoli fra le SRB nei quartieri limitrofi e le posizioni degli utenti nel quartiere;
Queste tre condizioni, sommate, portano a due effetti:
i) la qualità delle connessioni nel quartiere non è soddisfacente; questo si traduce in lunghi tempi di trasferimento dati, difficoltà ad utilizzare servizi video/dati, difficoltà ad effettuare le chiamate;
ii) il campo elettromagnetico generato dagli smartphone è tutt’altro che trascurabile, con potenziali rischi per gli utenti che non sono ancora noti e che necessitano di un ulteriore approfondimento scientifico. Entrambi questi effetti sono dovuti alla mancanza di SRB all’interno del quartiere, come si evince anche dal confronto con altre reti cellulari in altre Paesi/città che non presentano vincoli così stringenti sull’installazione di nuove SRB entro una certa distanza da siti sensibili. E’ bene inoltre ricordare come la legislazione nazionale garantisca emissioni di CEM molto contenute, anche in prossimità delle SRB, come evidenziato da diversi studi in letteratura e anche da misurazioni che sono state effettuate nei quartieri limitrofi del Torrino-Mezzocammino, dove le SRB sono installate.
In conclusione, la mancanza di SRB all’interno del quartiere porta a due effetti negativi. In primo luogo la qualità del servizio non é accettabile, con frequenti disconnessioni e impossibilità ad utilizzare applicazioni che prevedono lo scambio di dati. In secondo luogo, lo smartphone deve trasmettere dati in una condizione altamente inefficiente, per cui deve emettere un campo elettromagnetico superiore rispetto al caso in cui lo smartphone si trovi in prossimità di una SRB (a parità di stessa quantità di dati scambiata). Tale aspetto richiede un ulteriore approfondimento, al fine di valutare potenziali rischi sulla salute derivanti dall’utilizzo dello smartphone per lungo tempo in condizioni di inefficienza.


