
Se qualcuno volesse farsi un’idea dell’annosa vicenda legata al nido di via di Trafusa può ricercare su gruppo Facebook del Comitato i numerosissimi post e sul nostro sito i tanti articoli. Il tutto raccontato in maniera obiettiva, senza condizionamenti di alcun tipo. Non siamo tifosi di alcuno schieramento politico, per cui negli anni abbiamo riportato semplicemente i fatti e tutte le attività che hanno portato all’apertura del nido. Di seguito solo un piccolo e recente estratto di un ns articolo:
———-Lunedì 3 settembre 2018 è una data molto importante per Mezzocammino, per il CdQ e per i Presidenti dei consorzi di Torrino1 e del CUTM.
Oggi infatti ha finalmente aperto i battenti l’asilo nido di Via di Trafusa. Si tratta di una struttura costruita nel 2013 per ospitare 60 bambini e completamente arredata già dal lontano 2014.
Da allora il CdQ di TMC ed i Consorzi citati non hanno mai smesso di sollecitare le giunte municipali che si sono avvicendate, per poter consegnare questo spazio didattico ai bambini ed ai loro genitori.
In questi anni infatti il nostro Comitato ha inviato pec, ha richiesto e partecipato ad un numero elevato di commissioni scuola e sedute di consiglio municipale, ma con riscontri pressoché nulli. Difatti l’asilo è rimasto inutilizzabile. Fino ad oggi ovviamente.
Ci fu detto che il motivo della mancata consegna dell’edificio al Municipio IX era legato al collaudo finale della strada antistante l’asilo. Insomma, solite ragioni burocratiche.
Solo dopo un lavoro congiunto di mesi, tra il CdQ ed il Presidente del CUTM, e le continue visite al dipartimento PAU, è stato possibile completare la procedura (circa un anno fa).
Nonostante le tante difficoltà, soprattutto quelle comunicative con l’organo municipale, che da sempre ha posto un muro rifiutando qualsiasi tipo di collaborazione ed interazione con i Comitati di Quartiere, possiamo dire di essere comunque soddisfatti del risultato raggiunto e felici che un servizio così importante sia da oggi a disposizione delle famiglie. Non conosciamo ancora nel dettaglio le condizioni organizzative del servizio offerto, se non che al momento gli iscritti risultano essere il 50% della capienza massima; quello che è sicuro è che si è finalmente riusciti a mettere un punto su una spinosa questione aperta da quattro anni.


